L'isola di smeraldo

Ogni riferimento a cose o persone è assolutamente voluto.

venerdì, dicembre 19, 2008

Il ritorno del Drago Bianco

Il Drago Bianco infine si alzò imponente e ritraendo il collo riempì d'aria l'ampio torace per poi scaricare una nuvola di fuoco su tutto ciò che lo circondava.
La giusta punizione per i rapitori avvenne senza pianti ne grida, tanto fu improvvisa la vendetta.
Tornato da Kino, i due poterono finalmente ricongiungersi e tornare ad essere un'unità indivisibile.
La profezia millenaria era finelmente compiuta e tra la folla festante i due ricominciarono le loro avventure.
Traduzione: dieci giorni dopo il furto, la mia Uno Bianca è stata ritrovata in zona Porta Vittoria a Milano.
Ladriiiiii...... prrrrrrrrrrrrrrr!!!!!!!

sabato, febbraio 02, 2008

La Profezia del Drago

Fu forgiato nella fucina di Vulcano nell'era in cui gli Dei modellarono il mondo conosciuto.
Ade lo custodì per millenni nel nucleo della Terra onde evitare che il Dono divino venisse svelato ai mortali finchè Prometeo, in sfida a Zeus, glielo sottrasse e lo donò all'umanità.
Per anni fu venerato con rispetto supremo, nell'attesa che la venuta del Prescelto, profetizzata dalle più antiche religioni si compisse.
Fu Kino da Brixia, discendente dei Longobardi a rendere la Profezia realtà, domando il Drago dalla bianca criniera.
Per sette lunghi anni Kino e il Drago bianco furono una cosa sola, compiendo gesta eroiche in ogni luogo in cui il Fato decidesse di condurli. Il loro passaggio portava gioia e speranza a tutte le genti, sicuri che la loro presenza avrebbe elevato la condizione dei popoli, da miserevole a semi-divina.
Nel corso degli anni un gruppo di infedeli accecati dall'invidia alla vista di tale splendore cercò a più riprese di separare i due eroi, tentando di rapire il Drago, senza riuscirci.
La profezia non era però del tutto compiuta e un infausto destino attendeva Kino e il suo fedele compagno. Un freddo giorno di gennaio Kino fu attratto con l'inganno in un luogo ostile alle porte della fiorente città di Mediolanum. Lasciato il suo compagno a ristorarsi dopo il lungo viaggio, si diresse con alcuni compagni di ventura in una Locanda per placare la propria sete e passare qualche ora in allegria, ignaro del tradimento che si stava compiendo alle sue spalle.
Usciti dalla locanda, dove poche ore prima il Drago si stava riposando, ora rimaneva solo l' aura lasciata dalla maestosa presenza di quell'essere divino. Qualcuno aveva ordito alle loro spalle e aveva osato rapire il Drago separando così i due semi-dei.
Inutile fu la ricerca ed ogni tentativo di ritrovare il Dono divino fu vano.
I poveri infedeli non sanno quale beffardo destino li attende. Il Drago non può essere domato da nessuno al di fuori del Prescelto. La pena per il rapimento sarà furiosa e devastante, rendendo le loro inutili vite prive di ogni significato, costringendoli a trascinare la loro miserevole esistenza giorno dopo giorno nel dolore e nella disperazione finchè il Drago finalmente verrà restituito al legittimo proprietario.
Così è scritto nella Profezia, così sia fatto.

Kino

P.S. Se non aveste capito, una settimana fa mi hanno rubato la UnoBianca mentre ero in un locale con degli amici. Per decenza ho volutamente evitato di scrivere quello che mi passava per la testa quando ho scoperto il furto... però, cari ladri, sappiate che il Drago prima o poi brucerà con una bella fiammata le vostre brutte facce da str.nz.! (comprate una vocale...)

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sabato, dicembre 01, 2007

Non bevevo Jagermeister....

Ieri sera bevendo un bicchiere di Jagermeister mi è tornata in mente la pubblicità di questo liquore nella quale un giovane Raz Degan si interrogava sul motivo per cui in passato non beveva Jegermeister. Nella pubblicità non riusciva a trovare una risposta e continuava a ripetere: "non bevevo Jegermeister perchè..., perchè... non so perchè..." e concludeva dicendo "...non so perchè, sono fatti miei".
Ecco, prima di tutto voglio dirti: "Ma chi ti ha chiesto niente?!!!". Sai quanto può fregarmene se tu non bevi Jagermeister. Io mica vado in televisione a dirti che ad esempio non bevo, che ne so...il Petrus o l'Unicum. Forse il motivo per cui non riesci a trovare una risposta è che ora ne hai bevuto fin troppo. Magari era meglio procedere per gradi.Prima un bicchiere, tra un paio di giorni un altro. Non devi bruciare le tappe solo perchè in passato hai commesso degli errori e vuoi rimediare.
Capisco che la ditta che produce Jegermeister ti ha pagato profumatamente per girare questo spot e tu, per entrare nel personaggio ed essere credibile,abbia dovuto assaggiare il prodotto...Però ti saresti dovuto limitare all'assaggio. Forse pensavi si trattasse di una tisana?
Propongo una modifica allo spot: Mentre lui vaneggia e si chiede come è potuto essere così stupido da non bere Jagermeister,entro io nella stanza e lo scaravento fuori dall'inquadratura dicendogli: "Spostati ubriacone, visto che non bevevi Jagermeister i soldi che ti hanno dato per la pubblicità li prendo io che sono un felice consumatore del prodotto. Se il tuo tasso alcoolico attuale non ti permette di capire le mie parole non preoccuparti, ti ho lasciato un appunto nel camerino. A quel punto trangugio un bel bicchiere di Jagermeister e dopo un sonoro rutto dico: Digerisco anche i mattoni con Jagermeister!"
Ho notato che le pubblicità che fanno ai liquori a volte sono proprio strane...pensate ad esempio ai mitici spot dell' Amaro Montenegro, dove il protagonista salva cavalli, recupera reperti archeologici, scala montagne, nuota nella lava, fa bungee jumping senza elastico per poi bersi un bicchiere di amaro mentre dice: "Amaro Montenegro ha un sapore vero, un sapore che non ti sbagli." Analizziamo ora la frase con attenzione. La prima parte ci dice che Amaro Montenegro ha un sapore vero.... Ottima cosa direi, non so bene come sia un sapore finto ma son comunque contento di questa peculiarità. La parte geniale è però nella seconda parte della frase: "ha un sapore che non ti sbagli"... Non mi sbaglio dove, scusa.... C'è forse il pericolo che bevendo possa pensare che sia ad esempio un bicchiere di latte o di catrame o di guano? Spero di no altrimenti la prima volta che dovessi bere sovappensiero potrebbe essere fatale.
Poi mi chiedo se per bersi un bicchiere di Montenegro sia necessario compiere un'azione eroica. Spero di no perchè ieri ho provato a far entrare un bue moribondo (non ho trovato cavalli nelle vicinanze) in una discoteca per poi poterlo salvare e poter bere un Montenegro, ma il buttafuori non ha voluto sentir ragioni e alla fine ho dovuto cedere e pagare il biglietto anche per lui.
Ora se per caso il direttore della Jagermeister o dell'Amaro Montenegro leggesse questo blog e volesse seguire i mie consigli, voglio dirgli che come compenso posso
accontentarmi di cinquantamila euro e di una fornitura vitalizia del loro amaro.

Alla prossima.

Kino

venerdì, maggio 18, 2007

La Uno Bianca

Ispirato dal sole primaverile ho composto queste due brevi poesie che hanno come soggetto la migliore macchina mai costruita: la Uno Bianca.
È importante specificare il colore poichè mette in evidenza caratteristiche che altri colori non conferiscono. Ad esempio, voi avreste mai comprato le merendine del Mulino Grigio o Marrone? Certamente no, ed è per questo che la famosa marca ha scelto il Bianco nel suo nome.
La prima poesia descrive la mia Uno Bianca allo stato attuale, mentre la seconda ne descrive lo stato nel momento in cui l'ho comprata, qualche anno fa.



Come te non c'è nessUno

Sfreccia la Uno, bianca ed elegante,
quando tu passi si volta il passante.
Ti ammira il vigile e rimane estasiato,
la fanciulla ti osserva senza fiato.
Romba il motore, trema l'asfalto
le altre macchine guardi dall'alto.
Se una Ferrari si affianca un pochino
con reverenza ti fa un bell'inchino.
Se una Mercedes tenta il sorpasso,
azioni il turbo e la lasci di sasso.
Ti muovi agile in mezzo all'ingorgo,
sia in autostrada che dentro al borgo.
L'interno è comodo ed accogliente,
in te si rilassa il corpo e la mente.
Delle automobili sei la regina,
così in montagna, in città e in collina.



NessUno ti può giudicare...

Arranca la Uno, bianca e arrugginita
non vai in pianura, figuriamoci in salita.
Trema il volante e con lui la tua mano
fai più rumore di un aeroplano.
Vibra il cruscotto a velocità elevata
in curva non tieni la carreggiata.
Sopra gli ottanta fuma il motore
e nell'abitacolo aumenta il calore.
I freni fischiano ad ogni pressione
e i passeggeri sono in apprensione.
Duro è il sedile,il viaggio è una pena
dopo mezz'ora ti vien mal di schiena
è scomodo stare sulla bianca vettura,
il collo è graffiato dalla cintura.
Sorpassi a fatica l'anziano in bici
e ti deridono anche gli amici.
L'autostoppista ritrae il suo dito,
"meglio a piedi che morto stecchito"
I tuoi cavalli sono ormai molto stanchi,
se ti rottamo, poi, non mi manchi.


Kino

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sabato, marzo 03, 2007

Nera e bellissima

Attendo tutti i giorni il momento in cui la vedrò di nuovo.
Mi sveglio al mattino pensando a lei. Mi da la carica per la giornata. Entra nella mia testa e una felicità strana mi avvolge. Riuscite ad immaginare qualcosa che, quando è nei vostri pensieri, crei una sorta di cortocircuito cerebrale, portando il vostro corpo e la vostra mente in uno stato di quiete, di felicità, di passione. Uno stato in cui tutto è perfetto, una condizione quasi soprannaturale. Provate a pensarci ora. Raddoppiate quella sensazione e avrete una vaga idea di come mi sento in quei momenti. Ho lei nella testa. Un sorriso mi si stampa in volto. Chi mi sta intorno potrebbe pensare sia impazzito. È così. Il mio cervello non è ancora in grado di controllare quella incredibile sensazione. Io, non voglio controllarla.
La giornata finisce ed esco dall’ufficio, pregustando il momento in cui i mie occhi si poseranno su di lei. Ogni giorno è un film diverso, i protagonisti sono sempre gli stessi e così anche il finale: lei è mia. Mentre la mia mente vaga in luoghi lontani il corpo mi conduce automaticamente alla stazione.
Eccola di nuovo, nera e bellissima. Potrei usare infiniti aggettivi ma non saranno mai abbastanza per descrivere le emozioni che suscita.La guardo attraverso la vetrina del negozio. I miei occhi sono fissi su di lei. Niente può distogliermi da quella visione. Potrebbe piovere a dirotto, grandinare, nevicare e io sarei comunque li, ad osservarla, a trascorrere quei pochi minuti di agitazione sensoriale.
La sinuosità delle sue curve assorbe lo sguardo che si concentra sulla sua figura elegante.
È la perfezione. Mi chiedo chi può essere l’autore di un simile capolavoro. Non esistono esseri umani capaci di tanta precisione, talento e creatività. Deve essere un prodotto divino, proveniente da un altro mondo. Creato da esseri con capacità superiori alle nostre. Gli sguardi si incrociano e un incendio mi scoppia nel petto . Nascondere l’emozione è impossibile. Il calore si propaga su fino alla gola. Cerco di pensare ad altro ma distogliere l’attenzione è impossibile. Il calore riempie tutto il corpo mentre sento distintamente un bruciore alla bocca dello stomaco. Sono rapito. Mi sento come un bambino che vede l’oggetto che ha sempre desiderato e rimane ore a fissarlo, creando milioni di mondi diversi nella propria testa, immaginando il momento in cui potrà finalmente averlo tra le sue mani. La visione del film mentale stampa un sorriso sul mio volto.
Una melodia squarcia il fracasso della strada. È la sua voce! Dolce, intrigante, sensuale. È una sirena che mi ipnotizza. Ritorno alla realtà e capisco che qualcuno sta interagendo con lei. Quel qualcuno non sono io! Improvvisamente un misto di rabbia e delusione mi sorprendono e involontariamente busso un paio di colpi alla vetrina. Il padrone del negozio, che assiste ormai da mesi a questa scena, si alza scocciato dalla sedia dietro al bancone, esce dal negozio e con tono aggressivo mi dice: Aò, so du mesi che vieni qua a guardà sta chitara. Nun l’ho ancora venduta perchè m’hai assicurato che taa compri tu. Mo te rode pure si quarcuno la usa!. Ah bello, te dico na cosa, o taa compri adesso o a vendo a quell’artro brutto ch’a sta a provà.
Te do dieci minuti per pensàcce, o te piji a chitara o too piji ner c..
Con un gesto della mano lo interrompo. Lo guardo negli occhi e senza dire una parola entro nel negozio. Mi avvicino al tipo che la sta provando e gli dico: è mia. Lui capisce e me la porge.
Ora sei tra le mie mani, nera e bellissima. Le emozioni che immaginavo nei sogni sono persino amplificate nella realtà. Tocco delicatamente le sue corde e mi sciolgo nel piacere di sentire la sua voce calda penetrarmi nel petto e giù fino allo stomaco. Esco dal negozio, finalmente con lei tra le braccia, con un sorriso soddisfatto.Lei è mia.


L'intenzione di questo post era quella di parlarvi di una cosa (una chitarra) facendovi credere che stessi parlando di qualcos'altro (una ragazza). Ci sono riuscito?

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lunedì, dicembre 18, 2006

Dublino 2006

Un giorno di Settembre decidemmo di fare un viaggio in Irlanda, sfruttando il ponte che ci sarebbe stato a dicembre e approfittando di una promozione di una compagnia aerea. Dopo aver prenotando con largo anticipo, non ci restava che aspettare, quando finalmente il fatidico giorno arrivò.
Vi racconto di seguito questo attesissimo viaggio che, per quanto mi riguarda, non ha tradito le aspettative.

La compagnia viaggiante è composta dai soliti BT,YK ,dal debuttate (per quanto riguarda i viaggi) GaC e da me (Kino), organizzatore della gita.
Tutto è stato organizzato nei minimi particolari(conosco persino il nome del pilota dell'aereo e il numero di cellulare di sua figlia) ciononostante, la sera prima della partenza, in chat coi soci di viaggio, YK non sembra d'accordo sull'orario di partenza per l'aeroporto perchè, secondo lui saremmo arrivati troppo in anticipo (YK è quello che quasi ci faceva perdere il pulman per l'oktoberfest. Vedi racconto oktoberfest 2006). La chiacchierata si conclude però senza modifiche nel programma.
Arriva finalmente il giorno tanto atteso, mercoledì 6 dicembre.
Esco di casa con la valigia e vado in stazione come al solito per prendere il treno che mi porta in ufficio.
Piove e ovviamente l'ombrello è rimasto nella borsa del lavoro...
Fortunatamente la valigia è dotata di rotelle, perciò almeno non dovrò far fatica a trasportarla.
La mattinata trascorre velocemente senza preoccupazioni ma nel primo pomeriggio ecco il primo imprevisto: devo lasciare l'ufficio per andare da un cliente.
Il pulman per l'aeroporto parte alle 18.15 e quindi la 'visita' al cliente non dovrebbe rovinare i piani, se non fosse per il traffico che, guarda caso, proprio quel giorno è molto più intenso del solito.
Lasciato il cliente torno di corsa in ufficio(17.30), prendo la valigia e mi fiondo alla fermata del pullman dove attendo l'arrivo degli altri soci.
Cinque minuti più tardi chiama GaC e mi avverte che YK ha cambiato idea e invece di prendere il pulman con noi, sarebbe andato direttamente all'aeroporto con suo padre. Tutto questo era prevedibile e non mi sconvolge più di tanto.
Sono le 18.30 e non c'è traccia nè del pulman nè dei soci. Un minuto dopo arrivano quasi in contemporanea e fortunatamente riusciamo a salire. Il pulman parte con dieci minuti di ritardo e subito capiamo che il viaggio sarà molto lungo e il rischio di non prendere l'aereo si fa sempre più concreto. Dopo mezz'ora(!!!) riusciamo a uscire dall'ingorgo e a entrare in autostrada dove si procede senza grossi rallentamenti.
Arriviamo all'aeroporto alle 19.50 e corriamo al check-in che chiude dieci minuti più tardi. Di YK però, nessuna notizia. Lo chiamo e gli chiedo dove si trova raccomandangogli di sbrigarsi perchè il check-in era in chiusura e rischiava di non partire. Alle 19.59 YK arriva in aeroporto e riesce in extremis a farsi accettare sul volo. Dopo una lunga fila al metal detector riusciamo a salire sull'aereo e a prendere dei buoni posti.
Il viaggio prosegue tranquillo fino a Dublino, dove arriviamo alle 22.45 ora locale. Prese le valigie, aspettiamo un taxi che ci porterà all'hotel che non dovrebbe essere molto distante.L'autista è socievole e si parla un po' di calcio (basta dire che siamo italiani e gli stranieri subito fanno nomi di calciatori) e delle solite 'cose italiane' come il cibo ecc. Fortunatamente ci risparmia domande su pizza e mafia. Chiediamo qualche informazione sulla città, facedoci consigliare qualche posto dove trascorrere la serata e magari mangiare qualcosa.
Arriviamo all'hotel e ci vengono date le chiavi delle stanze che divideremo così: Io e BT in una, GaC e YK nell'altra. La nostra stanza putrtoppo è la peggiore delle due, dato che a qualsiasi ora del giorno si sente scricchiolare il pavimento sopra la nostra stanza mentre da sotto arriva la musica di una discoteca.
Scaraventiamo le valigie nella camera ed usciamo in cerca di un locale dove bere qualche birra e magari mangiare qualcosa. Arriviamo nella zona chiamata Temple Bar, un intero quartiere strapieno di pub dove la gente di Dublino si riunisce alla sera.
Entriamo nel pub affollatissimo dove beviamo le nostre prime Guinnees originali irlandesi.
Il clima all'interno del locale è tropicale e parecchia gente indossa t-shirt!!! Noi, indossando maglioni e giacche pesanti dobbiamo togliere più strati possibili per evitare di scioglierci. Mezz'ora dopo il pub chiude (più o meno all'una di notte...) e visto che è ancora presto per andare a casa, ci addentriamo nel cuore del Temple Bar dove entriamo in un locale enorme e pieno fino a scoppiare. Nei pub irlandesi si trovano persone di tutte le età, dai ragazzi (maggiorenni, dato che non è permesso bere ai minori) agli anziani. Suonano canzoni tipiche irlandesi, qualcuno canta, altri ballano e l'atmosfera e allegra e piacevole.
Dopo un paio di Guinness ce ne andiamo in cerca di cibo (erano passate 14 ore dall'ultimo pasto) che, senza fatica troviamo dopo pochi passi. Un sano hot dog è quello che ci vuole prima di dormire :-). Mentre mangiamo fuori dal fast food si avvicina Oliver, un tipo irlandese mezzo ubriaco (forse anche tre quarti) che ci chiede di bere una birra con lui. Noi rifiutiamo perchè abbiamo appena finito di bere e siamo stanchi. Oliver allora ci chiede di incontrarci il giorno dopo in un pub.Inizia a parlare di calcio e di altre cose. Gli diciamo che ce ne torniamo all'hotel e allora ci saluta e ci abbraccia ma continua a seguirci (anche quando entriamo in un vicolo buio per espletare dei bisogni fisiologici). Finalmente entra in un pub e noi proseguiamo senza scorta.
Arriviamo all'hotel dove dormo profondamente fino alla mattina dopo quando, alle 8 ci svegliamo pronti per partire. Un'ora più tardi usciamo dall'albergo e purtroppo ci accorgiamo che sta piovendo e c'è anche un vento piuttosto forte. Facciamo una prima tappa in un bellissimo negozio di gadget e souvenir irlandesi dove compro, tra le altre cose, un ombrello marchiato Guinness. Usciti, apro l'ombrello per ripararmi e quasi mi vola via dalle mani. Il vento è talmente forte che è impossibile usarlo...Mi rassegno alla pioggia che non è poi così insopportabile).
Ci dirigiamo verso il centro (che per essere un giovedì mattina è piuttosto affollato) e inizio a scattare qualche foto mentre gli altri danno un'occhiata veloce ai negozi.
Passiamo vicino ad una statua che mi fermo per fotografare e mentre metto a fuoco il sogetto sento un paio di voci femminili che mi chiedono qualcosa. Mi giro e vedo due ragazze con una gonna verde tipo scozzese ed un cappello da Babbo Natale con dei cestini colmi di spille. Mi chiedono di comprare una spilla per beneficenza (costo 2 euro) e, dato che le ragazze irlandesi hanno una gentilezza innata, propongo uno scambio: una foto con loro e i miei soci in cambio dell'acquisto di una spilla. Loro accettano senza problemi e si mettono in posa ma, mentre sto per scattare, una folata di vento fortissima ribalta i loro cestini e le spille volano per tutta la via. Subito i passanti si danno da fare per raccoglierle e riconsegnarle alle ragazze e qualche minuto dopo sono pronte per la foto.
Compro un paio di spille e riprendiamo la visita. Cento metri dopo un'altra ragazza molto carina, collega delle precedenti, ferma YK chiedendogli un'offerta. Di nuovo parte il baratto e anche lei si presta ad una foto di gruppo. Meglio spostarsi dalla zona altrimenti spenderemo tutti i soldi in beneficienza. Purtroppo non è possibile rifiutare una richiesta fatta da una ragazza irlandese; È come sentire il canto di una sirena e non potendo imitare la tecnica di Ulisse e farci legare ad un lampione, siamo costretti ad accelerare il passo.
Sono circa le undici e GaC e BT iniziano a lamentarsi per la fame, non avendo fatto colazione.Pochi minuti dopo entriamo in una specie di bar per provare la tipica colazione irlandese.
Il cuoco e tutti i camerieri sono giapponesi...forse sarà meglio chiedere del sushi..
Invece no, scopriremo poi che per qualche motivo in tutti i locali lavora almeno un giapponese o un cinese. Scegliamo quindi la 'small breakfast' in stile irlandese accompagnata da una tazza di caffè. Arriva il caffè che viene servito in una grossa tazza e, non essendo italiano, ha un sapore leggero e annacquato. Poco dopo ci portano la 'colazione': salsicce, uova, bacon, toast funghi e altre cose non identificate(per fortuna era 'small breakfast'). È tutto molto buono e ci da la carica per continuare la lunga giornata da turisti. Riprendiamo la nostra visita (sempre sotto la pioggia) diretti al quartiere vichingo dove entriamo in un museo che ne ricorda origini, usi e costumi. Fatte altre foto torniamo verso il centro e verso l'hotel e nel tragitto visitiamo alcune mostre di fotografie. Sono ormai diverse ore che camminiamo sotto la pioggia e la stanchezza inizia a farsi sentire; decidiamo quindi di comprare qualcosa da mangiare e da bere in un supermarket e fare una specie di happy hour in hotel. Prima di arrivare all'albergo però, la borsa dei regali di GaC (in cartone), bagnata per la pioggia si rompe e i suoi regali cadono sull'asfalto. Raccolto il tutto (o almeno così sembra) arriviamo in hotel.
Il festino si fa in camera nostra e mentre aspettiamo gli altri due soci, ci cambiamo i vestiti bagnati. I due si presentano in pigiama, GaC indossa però con classe delle scarpe eleganti. Cercando tra i suoi regali, GaC si accorge che mancano all'appello due trifogli incastonati in un foglio di plastica che aveva comprato la mattina. Era già molto affezzionato a quei trifogli e quindi per alcuni minuti si lamenta con BT al quale, pare, li avesse affidati dopo la rottura della borsa.
Si mangia e si beve e il sonno si fa sempre più pesante. Dormiamo un'ora e verso le sei siamo di nuovo pronti per uscire. La pioggià è finita e rimane solo un po' di vento gelido che non ci fa paura. In zona Temple Bar facciamo tappa in un pub dove suonano musica metal, gestito guarda caso da giapponesi.
Si beve un'altra Guinness e di nuovo in giro. I locali sono tutti affollatissimi ed è difficile trovare posto. Riusciamo ad entrare in un pub dove chiediamo di mangiare qualcosa di tipico irlandese; la bellissima cameriera alla nostra richiesta fa una risata (chissà perchè) e poi ci consiglia l'Irish Stew, che poi alla fine è del tutto simile allo spezzatino italiano. Da bere ovviamente Guinness. Soddisfatti per il cibo, aiutiamo la digestione con dell'ottimo whyskey locale (Jameson) e ci ributtiamo tra la folla. Entriamo nel mitico Temple Bar (che è forse il locale più famoso del quartiere anch'esso chiamato Temple Bar) dove tre musicisti suonano dal vivo delle stupende canzoni irlandesi dal ritmo veloce e allegro. Una parte del publico canta, un'altra batte le mani e io rimango ipnotizzato dalla bravura dei musicisti che fanno delle evoluzioni con la chitarra suonando a velocità incredibile. BT che come al solito indossa un cappello di lana (anche dentro al locale) viene squadrato da un tipo alla sua sinistra che in modo amichevole gli dice: 'hey, you're fucking ugly'. Gli traduco la frase e da qui inizia un discorso tra il tipo (che parla inglese) e BT (che mischia italiano e dialetto milanese). Il discorso finisce senza che nessuno abbia capito niente di quello che si sono detti, ma entrambi sembrano piuttosto soddisfatti. Usciti dal Temple Bar entriamo in un disco pub dove il volume è molto alto e la gente balla. Prendiamo posto ad un tavolino e ammiriamo le bellezze locali, in particolare una ragazza bionda, talmente bella che sembra dipinta.
Beviamo la solita Guinness e poi Jameson quando ad un certo punto vengono verso il nostro tavolino due signori, sui cinquant'anni. Uno di loro stringe la mano ad ognuno di noi, appoggia la birra al nostro tavolo e se ne va. Praticamente ci ha regalato la sua pinta, evidentemente era troppo pieno per berne ancora. La serata si conclude e si torna in hotel non prima di ave mangiato un hot dog in un baracchino lì vicino. Di nuovo sveglia alle 8 circa, destinazione Guinness Store House (la fabbrica della Guinness). La meta non è vicinissima e si dovrà camminare un po', cosa che si rivela piacevole per la bella giornata. Arriviamo alla Store House dove ci accoglie una stupenda ragazza che con la solita gentilezza ci indirizza alla cassa. Il biglietto costa 14 euro (azz...) e si ha diritto ad una Guinness in omaggio. L'esposizione è divisa in 5 piani dove viene spiegata la storia della fabbrica e dei vari passaggi nella produzione della birra. Al settimo piano c'è il Gravity Bar, un bar panoramico dal quale si può vedere Dublino dall'alto. La giornata di sole esalta il panorama e passiamo parte della mattinata ad osservare la città facendo foto e sorseggiando Guinnes. Usciamo verso le due di pomeriggio e torniamo verso il centro dove, dopo una breve visita al castello di Dublino, ci fermiamo a mangiare qualcosa. Entriamo nel pub Bull & Castle dove una cameriera ci accoglie con un sorriso che va da orecchio a orecchio e ci indica dei posti liberi. Subito dopo arriva un'altra cameriera alla quale chiediamo consigli sulle specialità della casa. Prendiamo un piatto di carne con purè e verdure che faticheremo a finire e una Guinness (tanto per cambiare) da bere. Ordino un caffè espresso che in irlanda costa quanto l'oro (2.50 euro) e che non ha proprio il sapore dell'espresso che fanno da noi, ma mi posso accontentare. Salutiamo la cameriera e ci spostiamo verso Grafton Street, la via dello shopping dublinese. La zona è piena di gente che cerca i regali di natale ed essendo affollata è facile urtare qualcuno. In irlanda, che sia tu ad urtare o ad essere urtato, ti chiederanno sempre scusa. A volte ti viene voglia di camminare con le braccia larghe solo per il gusto di sentire qualche fanciulla dire 'sorry' con la sua vocina dolce. Ai lati delle strade si trovano qua e la artisti di strada di vario genere: dai tipi mascherati che fingono di essere statue, al giocoliere che maneggia motoseghe, ai più classici chitarristi. Proprio due chitarristi attirano la nostra attenzione sia perchè non sono particolarmente bravi, sia perchè con loro c'è un ragazzo assolutamente incapace di ballare che fa movimenti strani che ci fa scompisciare. Proseguiamo in direzione del Trinity College, un'università fondata nel 1592 dove ci sono dei manoscritti antichi. Sfortunatamente a quell'ora possiamo solo visitare il campus, che non sembra affatto male.
Torniamo all'hotel per riposarci una mezz'ora e per prepararci per la serata.
Usciamo di nuovo e come al solito la meta è il Temple Bar. Cerchiamo un locale dove non siamo ancora stati ed entriamo in un pub in stile medievale, su due piani, dove a fatica troviamo posto per sederci.
Ordiniamo quattro Guinness mentre ascoltiamo un po' di musica. È l'ora dell'happy hour,un leggero senso di fame si fa sentire e cerchiamo quindi di richiamare l'attenzione del cameriere (giapponese) per farci portare qualcosa da mangiare,ma senza successo. Ad un tratto una signora seduta con una compagnia numerosa un paio di tavoli avanti al nostro si alza, prende un vassoio pieno di patatine e ali di pollo e lo porta al tavolo di fronte al nostro chiedendo se lo volessero, dato che la sua compagnia non lo ne voleva più.
Fortunatamente le ragazze alle quali è stato offerto, rifiutano, e di conseguenza la signora si rivolge a noi che, senza alcun dubbio, accettiamo con gioia.
In Italia non sarebbe mai successa una cosa del genere; piuttosto che offrirle a sconosciuti, le patatine sarebbero state buttate. Altri punti guadagnati dagli irlandesi. Il vassoio era davvero enorme e ci toglie il senso di fame. Ordiniamo un'altra birra al cameriere giapponese che pero ci diche che è finita...ma come..tutti gli altri bevono...Si vede che ci ha preso in antipatia oppure gli abbiamo fatto qualcosa di male. Fatto sta che allora ce ne andiamo da un'altra parte. Entriamo in un pub dal quale proviene della musica rock. Ci sediamo ad un tavolino, prendiamo da bere (stavolta provo una bionda anzichè la solita Guinness) e si comincia a parlare delle solite cose. A intervalli ci investe una puzza incredibile, come se ci fosse scoppiata una fogna sotto i piedi, e ci guardiamo intorno per individuare il colpevole. Stento a credere che un umano possa produrre un odore così putrido e colgo l'occasione per complimentarmi con lui, chiunque esso sia.
La serata prosegue e si accende una discussione tra BT e GaC per un banale motivo. Si insultano dandosi dei falliti,cosa che mi fa piuttosto ridere. I toni però si smorzano presto e tutto torna come prima.
Di nuovo in strada, camminiamo per le vie del Temple Bar quando la nostra attenzione è attratta da una musica irlandese con chitarre e flauti. Entriamo nel locale piuttosto piccolo dove suonano dal vivo e assistiamo qualche minuto allo spettacolo prima di uscire. Si torna verso l'hotel e mentre camminiamo, BT si scontra con una ragazzina (12-14 anni) completamente ubriaca e quasi incapace di reggersi in piedi. A venti metri da noi c'è un negozio di alimentari (e di alcolici) dove un gruppo di ragazzi della stessa età, probabilmente altrettanto ubriachi, discute sempre più animatamente. Pochi secondi dopo si scatena una rissa con lanci di bottiglie, calci e pugni e la folla che assiste allibita. Tutto finisce abbastanza in fretta mentre noi torniamo in hotel. L'ultima sera a Dublino è terminata e ci resta solo mezza giornata per goderci la città.
La mattina dopo lasciamo l'hotel e facciamo colazione (stavolta 'big breakfast' irlandese). Le porzioni sono impressionanti e sono costretto a cedere due salsicce ai soci più affamati.
Facciamo un altro giro del centro passando da un negozio di souvenir dove compriamo gli ultimi regali. Ci dirigiamo poi verso un centro commerciale dove scattiamo alcune foto divertenti con i manichini e poi passiamo per il James Joyce Centre, per una breve visita. La giornata è fredda come al solito ma gli irlandesi, abituati al clima, non sono vestiti in modo particolarmente pesante. Si vedono ragazze indossare solo una felpa, alcuni con una t-shirt, un pazzo addirittura in maglietta, pantaloncini e infradito.
È purtroppo giunta l'ora di andare e prendiamo un taxi che in una ventina di minuti ci porta all'aeroporto. Passiamo il check-in e visitiamo i negozi dove qualcuno compra gli ultimi regali per amici e parenti. Di nuovo sull'aereo, stanchi e un po' tristi per il ritorno a casa. Il viaggio non è tranquillo e a tratti l'aereo 'sbanda' a causa di turbolenze. L'atterraggio invece è morbido e alle 8 circa siamo a Milano. Prendiamo il pulman che ci porta in stazione dove papà GaC ci aspetta. Notiamo subito la differenza tra Milano e Dublino. Mentre la città irlandese risalta per i suoi colori colori, i locali tipici le sue costruzioni particolari, Milano è più grigia e più austera (almeno la zona della stazione).
Eccoci a casa, tristi per il ritorno ma felici per aver visitato un posto meraviglioso nel quale ho lasciato un pezzettino di cuore, che, prima o poi, andrò a riprendere.


Kino

giovedì, novembre 30, 2006

L'amico del computer

Tutti i possessori di personal pc prima o poi incappano in qualche problema hardware o software.Dato che i centri di assistenza spesso chiedono cifre astronomiche per riparare danni ridicoli, ci si affida prima o poi adun amico 'esperto' di computer; il famigerato 'amico del computer'.
Lavorando nel campo informatico ed essendo da sempre appassionato di computer ho vissuto in prima persona una serie infinitadi episodi in cui io ero appunto 'l'amico del computer'.In Italia ancora oggi il pc è guardato con timore, come se da un momento all'altro potesse prendere l'iniziativa e dare fuocoalla scrivania. Ho verificato l'esistenza di una relazione direttamente proporzionale tra l'età dell'utente e la paura che il pc suscita in lui;una persona anziana sarà quasi spaventata dal mostro pc, temendo che la pressione di un tasto sbagliato
possa innescare un meccanismo che porterà il mondo all'autodistruzione(ovviamente esistono sempre le eccezioni e a volte si incontra il nonno multimediale che smanetta sul pc senza difficoltà).
Per citare un esempio, mio padre si è meravigliato vedendo che il puntatore del mouse (la freccia) si spostava sullo schermo quando muovevo il mouse stesso...
Spesso si ha paura di effettuare anche operazioni relativamente semplici perchè si pensa che un errore possa provocare danniirrimediabili al pc. Persino le procedure guidate dove ti viene detto esattamente cosa fare sono guardate con diffidenza.
Forse ci si aspetta che il computer instauri un rapporto di amicizia in modo da infondere fiducia all'utente e fargli superare tutte le paure. Forse la procedura guidata ideale dovrebbe essere tipo questa: "Ciao caro amico, noto con piacere che hai deciso con coraggio di installare questo software.Non temere, la procedura è molto semplice e ti assicuro che la tua intelligenza è sufficiente per permetterti di completarla con successo. Ora siediti comodamente sulla sedia in modo che il tuo corpo (a proposito, sei dimagrito?) sia rilassato.Quando il tremore alla mano sarà passato prova a rilassare la mascella, in modo che il tuo bel viso assuma un'espressione naturale (ti ho già detto quanto ti dona questo taglio di capelli?). Ora bevi un bicchiere d'acqua e fai un bel respiro profondo; quando ti sentirai pronto puoi iniziare l'installazione premendo il tasto 'invio'. Se non trovi il tasto 'invio' (o enter se hai una tastiera inglese) prova a cercare nella parte destra della tastiera. (Se ancora non dovessi trovarlo premi qui e ti invierò le coordinate). Bravissimo, hai premuto il tasto giusto (e non era facile) e non è successo niente di grave; ciò dimostra che sei una persona intelligente ed assolutamente in grado di terminare la procedura. Ora mantieni la concentrazione e continuiamo. In questo passaggio dovrai impegnarti un po' di più dato che dovrai inserire anche il tuo nome e cognome. Per inserirlo devi premere quei tasti con le lettere scritte sopra. Premili con delicatezza. Per scrivere in maiuscolo non serve martellare con forza ma esiste un apposito tasto. Ecc... ecc...

Il pc non è poi così complicato come può sembrare. Come dice sempre mio padre, 'nessuno nasce maestro'. L'uso del pc si impara col tempo, con la passione e come tutte le cose, si impara sbagliando. Nessuno mi ha insegnato come usare un computer, semplicemente provavo da solo le diverse operazioni. Non nego di aver combinato, all'inizio, qualche casino al mio primo pc smanettando con comandi tipo fdisk, format ecc...(ai tempi il DOS era ancora ben presente...) ma questi 'danni' facilmente risolvibili sono stati di lezione. Se ho imparato ad assemblare un computer non è certo perchè sono andato a scuola di 'assemblaggio' ma perchè un giorno ho aperto il cabinet e ho provato a smontare e rimontare schede, dischi memoria ecc...ecc...Non mi sembrava giusto spendere 50 o 100000 lire (ora 50 o 100 euro) per sostituire una scheda o per espandere la memoria (lavori da 5 minuti).Con questo non voglio dire che dovete aprire il vostro pc; volgio solo farvi capire che tutti possono imparare.Posso anche spiegarvi 1000 volte come copiare un file o creare una cartella, ma se poi fate finta di aver capito solo perchè
tanto se avete bisogno vi fate sentire di nuovo...è tutto inutile.Ritengo sia una soddisfazione fare le cose senza dover dipendere dagli altri, o no? Una cosa che molti ignorano è che il sistema operativo (es: windows o DOS,linux ecc.) sono dotati di manuali d'uso. Credo che in pochi abbiano cercato nel manuale prima di chiamare 'l'amico del computer' anche solo per operazioni semplicissime.Se avete paura di tentare da soli mi sta anche bene; mi chiamate e io vi spiego come fare. Non riuscite? Vengo a farvi vedere come si fa. Mi richiamate giorni dopo perchè non vi ricordare più la procedura? Va bene...torno a spiegarvela. La terza volta
che mi chiamate per lo stesso problema, però, inizio a scocciarmi. Capisco che non sia il tuo campo, capisco se l'operazione è particolarmente complessa, però non mi puoi chiamare dieci volte per installare un programma o per scompattare un file.Te lo spiego anche due o tre volte ma poi basta, se non ci riesci è perchè non vuoi capire.Il bello è che se fai notare che per l'ennesima volta stai spiegando la stessa cosa, c'è chi ti risponde 'tu lo sai fare perchè hai fatto la scuola di informatica...'. Ah si? beh certo, tra gli argomenti del corso c'era:
1. Creazione di una directory. 10 ore. Teoria e pratica.
2. Come spostare un file senza danneggiare il disco. 15 ore + convegno di approfondimento.
3. Il copia&incolla, questo sconosciuto. Comprendere la magia della duplicazione di un file.
4. Estrazione di un file da un archivio compresso. Non è magia ma solo illusione.
5. Come installare un programma senza l'aiuto di Bill Gates.
Potrei aggiungerne un altro centinaio di punti...

Ora parliamo un po' dell'amico del computer.Innanzi tutto, perchè lo chiamo così? Il motivo è semplice...Spesso quando andavo a casa di un amico per sistemagli il pc,
quando arrivavano i genitori dell'amico diceva: Mamma, lui è il mio amico, quello del computer, che è venuto a sistemare il pc.Essere l'amico del computer (d'ora in poi ADC) è un'arma a doppio taglio per una serie di motivi che descrivo di seguito:

- Se un 'ADC' risolve il problema per cui era stato chiamato, l'amico e tutta la sua famiglia fino a 4 precedenti e successive generazioni lo considererà una sorta di semi-dio, degno di lode e di ringraziamenti.Qualcuno offrirà soldi, altri scolpiranno statue o monumenti per lui. Non importa se il problema era talmente banale da richiedere 1,5 secondi di lavoro...tu sarai comunque un eroe.Lo stato di eroe dura finchè un giorno ti presenterà un altro problema che tu non riuscirai a risolvere perchè non risolvibile (guasti hardware) o perchè semplicemente non sei in grado. In quel momento tu sarai declassato a stupida bbestia (la doppia b rafforza l'insulto) e, quando te ne sarai andato, con una probabilità del 97% i genitori del tuo amico parleranno male di te, chiedendo al proprio figlio: 'Ma dove ha studiato il tuo amico? Meno male che era esperto...a me sembrava solo un idiota'.

- Se un ADC risolve un problema sarà chiamato ogni volta che un nuovo problema si presenta. Non ci sono limiti di orari nè giorni di vacanza che tengano.

- L'amico a cui risolverai il problema darà,senza il tuo permesso, il tuo numero di cellulare ai suoi amici e parenti(che tu ovviamente non conosci) così che anche loro ti chiameranno quando il loro pc avrà problemi.

- Se un ADC non risolve il problema, non sarà mai più chiamato e sarà etichettato come incapace. La voce si diffonderà e quando camminerà per strada tutti lo guarderanno con sdegno o disprezzo.Chi ti ha infamato spesso si rifarà sentire in caso di urgente bisogno e più ha sparlato di te in passato, più si dimostrerà
gentile e simpatico. Il grado di gentilezza e complimenti è direttamente proporzionale all'eventuale costo di una riparazione
fatta da un centro assistenza.

- Se un ADC risolve un problema, sarà richiamato per qualsiasi 'dubbio' un utente possa avere sull'uso del pc, del tipo:il programma durante l'installazione mostra la scritta: 'premere avanti per continuare'; il tuo amico ti chiamerà e ti dirà:'sto installando il programma ma mi dice di premere avanti...Cosa devo fare?'.Al che tu vorresti rispondere frasi del tipo:
1) AAAAAAAAARRRRRRRRRGGGGGGGGGGGHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!
2) Allora, prima di tutto annoda i lacci delle scarpe tra loro. Ora alzati e corri fino in salotto gridando la frase: 'Non sono io ad essere pirla, è che mi disegnano così!'. Se dovessi cadere riparti finchè completerai il percorso senza
errori. Ora siediti e afferra una lastra di granito con la mano sinistra. Mentre ti percuoti la fronte con la lastra, con la mano destra prendi il mouse e premi il tasto 'avanti'. (A questo punto qualcuno potrebbe anche dirti che non ha granito in
casa...).
3) Attento! è un trabocchetto! Spegni subito il pc e chiama l'FBI. Secondo me qualcuno sta cercando di rubarti i soldi dal conto corrente!
4) Io premerei 'avanti'...però aspetta un minuto che chiamo Bill Gates e gli chiedo conferma.
5) Premi avanti e se passi dal via ritira i 20 euro.

- Se un ADC va a casa di un amico e il giorno dopo (o anni dopo) il pc dovesse avere qualche altro problema (vedi virus) sarà colpa tua che ci hai messo mano.
Es: ti chiameranno per dirti: 'Ti ricordi che due anni fa mi hai installato il programma di posta'? Ecco, ieri il mio frigo ha smesso di funzionare. Sicuramente per colpa tua un hacker è entrato nel mio pc e da li,entrando nella rete elettrica si è divertito a distruggermi gli elettrodomestici'.

- Se sei un ADC la gente ti chiamerà per qualsiasi tipo di problema su qualsiasi tipo di software perchè, se sei un ADC, tu DEVI sapere utilizzare qualsiasi tipo di software esistente su qualsiasi sistema operativo su qualsiasi tipo di pc.
Es: 'Ciao, senti, il programma che uso in ufficio per la contabilità quando premo questo tasto mi da un errore. Cosa faccio?'Tu allora cerchi di fargli capire che il programma non l'hai mai nemmeno sentito nominare e non sai aiutarlo. Allora lui ti
dirà scocciato: Ma scusa, tu non usi il pc?. A questo punto puoi rispondergli: Sì, e tu sai pilotare uno shuttle? No? Ma come, non hai la patente?

- Se risolvi il problema ad un amico che abita vicino a te, verrà a suonarti direttamente alla porta per esporti il problema e chiedere aiuto. Non importa se è domenica,se sei in vacanza e neppure se stai dormendo. Lui ha bisogno 'urgente'. (Spesso in realtà ti chiameranno per problemi con i giochi...urgente no?).

- A volte la gente che ti chiama per problemi è solo un conoscente che fa persino fatica a salutarti quando ti incontra per strada. Quando però il pc non funziona si dimostrerà stranamente amichevole e gentile. Una volta sistemato il guaio, sarai
ignorato come prima.

- Spesso quando un ADC chiede un favore a chi ha aiutato in passato, non lo otterrà, sentendosi raccontare qualche scusa fantasiosa.La stessa persona non si farà però problemi a chiederti nuovamente aiuto quando ne avrà bisogno.

- Se sei un ADC, sono gli altri che decidono quando tu devi andare a casa loro. Non importa se hai già un impegno o semplicemente non hai voglia. Dopo 8 ore al giorno per cinque giorni lavorativi che usi un pc, l'ultima cosa di cui hai
voglia è passare altro tempo a sistemare il pc degli altri, soprattutto nel week-end. La frase tipica è: 'Domani devi venire a casa mia per installarmi questo o quello, per forza.' Se rifiuti puoi essere insultato con frasi del tipo 'sei una m....', sei uno str....' ecc. ecc. Prima di tutto, anche se dette senza cattiveria, queste frasi mi fanno ink....... Inoltre più mi parli in questo modo, più tardi sarà il momento in cui potrò venire a casa tua. Spesso tra l'altro ti chiameranno più volte per lo stesso motivo. Tu spiegherai loro come fare e loro non vorranno capire perchè tanto ci sei tu.

- Se sei un ADC, qialsiasi problema abbia chi ti chiama è più importante dei tuoi impegni.

- Se spieghi ad alcune persone come fare una operazione, anche la più semplice, e loro non riescono da soli, non sono loro che non hanno capito, sei tu il pirla della situazione.
Es:
ADC:Se vuoi vedere questo sito scrivi questo indirizzo nella barra degli indirizzi del browser.
Amico: L'ho scritto ma non funziona.
ADC: Come no...sono davanti al pc, lo sto scrivendo anche io e a me va. Prova a controllare di aver scritto bene.
Amico: Ho controllato ma non va.
ADC. Ma sei sicuro? Cancella tutto e riscrivi.
Amico: Non sono mica idiota! Ho scritto ma non va.
Dopo vari minuti di spelling selvaggio, dopo che l'amico si è quasi alterato perchè tu pensi stia sbagliando a scrivere,dice: ah...ecco...ora funziona...
ADC: Allora avevi sbagliato a scrivere...
Amico: NO! prima scrivevo la stessa cosa ma non andava...
ADC: Certo...forse è colpa mia (che ti sto a sentire).

Alcuni episodi accaduti realmente
- La stampante. Dieci di sera,un amico mi chiama perchè aveva bisogno urgente di stampare ma la stampante non funzionava.Strano, mi dice, ieri ho stampato e oggi non va. L'inchiostro è nuovo, la stampante pure...Sarà stato mio figlio che ha
toccato qualcosa, chissà cos'ha installato, quando torna a casa lo ammazzo ecc.. ecc...Mi vesto, (ero già in pigiama...) vado dalla persona, guardo la stampante, attacco il cavo di alimentazione, saluto,(trattengo gli insulti) e me ne vado.

-Il floppy
Nove e mezza di sera,chiamata disperata.
'Non mi parte più il pc!!!. ho provato a riavviare il pc un sacco di volte ma si blocca sempre nello stesso punto! Mi dice che non c'è il disco o roba del genere... Prendo la macchina, vado dall'amico, guardo il messaggio di errore, tolgo il floppy dal lettore, accendo il pc, saluto (trattengo le mazzate) e me ne vado.
(Per chi non avesse capito, il pc all'avvio cercava per prima cosa di partire col floppy e visto che il floppy era inserito ma non era un floppy avviabile, non trovando un sistema operativo da caricare si fermava con un messaggio di errore).

- L'hacker de noantri
Fine luglio di qualche anno fa, una domenica mattina.
Mia madre mi sveglia passandomi una telefonata 'urgente' di un amico al quale non funzionava più il pc.
Amico: 'Ho un problema grave! quando accendo il pc, si sente un suono continuo...una serie di bip...e il pc non funziona'.
ADC: In che senso non funziona?
Amico: Non so... si blocca...io scrivo ma lui non fa niente e continua a fare i bip...
ADC: A che punto si blocca?
Amico: Subito, all'avvio, non parte neanche windows...Non è che potresti collegarti via modem al mio pc e sistemarmi il problema?
ADC: Difficile visto che il tuo pc nemmeno parte...Spiegami meglio cosa succede
Amico: Allora, io accendo il pc e questo inizia a fare tanti bip, velocemente. Se premo i tasti non succede niente.
ADC: appare qualche scritta a video?
Amico: Si...dice 'Cheiboard failure. Press a chei tu continue'. Scusa ma non parlo bene inglese. Io premo i tasti ma questo non va avanti...
ADC: Dunque vediamo...la tastiera non funziona...devi sostituirla.
Amico: Si però mi dice di premere un tasto per continuare...e non continua.
ADC: Provo a parlare più lentamente.La t a s t i e r a n o n f u n z i o n a. Ora un quesito: perchè se premi un tasto non va avanti? Ricordati che hai ancora l'aiuto del pubblico.
Amico: Non so...sei tu l'esperto... ti colleghi via modem e me lo sistemi?
ADC: Ehm...
Amico: Ahhhhhh... ho capitoooooo...cambio la tastiera...

- In partenza
Marzo di qualche anno fa, Otto di sera. Ero in partenza per il sud Italia, il pullman partiva un paio di ore dopo e avevo poco tempo per prepararmi.
Chiama una mia amica.
Amica: 'Vieni subito che devo chiederti una cosa molto urgente'
ADC: Veramente sono in partenza...non si può rimandare?
Amica: No, dai, vieni qui subito, è importantissimo.
Vado dall'amica e che mi dice:M i ha chiamato il mio ex dicendomi che non dovevo spendere tutti quei soldi per comprare quell'oggetto...
ADC: Ehm...io cosa c'entro?
Amica: Il fatto è...come fa lui a sapere che ho speso quei soldi? Io mica gliel'ho detto..non ci parlo più da una settimana... Secondo te è possibile che lui sia entrato nei pc della banca per vedere le operazioni che faccio?
ADC: Guarda, se ci è riuscito lo voglio conoscere per complimentarmi con lui...Se poi ha rischiato la galera per sapere come spendi i tuoi soldi penso abbia bisogno di cure mediche...Non è che più semplicemente avevte il conto corrente in comune e
non l'avete ancora chiuso?
Amica: Beh si, perchè?
ADC: No...così....stupido io a chiederlo...

- posta/virus
Domenica pomeriggio, settimane fa.
Vado da un'amica che pare avesse problemi con la posta.Guardo la configurazione di outlook, sistemo due parametri di numero e tutto come per magia funziona.
Un paio di giorni dopo incontro l'amica che mi dice: 'Ma che czz..hai combinato al mio pc? Ora è pieno di virus!'
ADC: Guarda, io ho solo cambiato l'indirizzo di posta che era impostato in modo sbagliato, per quello non ricevevi email.Coi virus non c'entro niente'.
Amica: Si però ora ho i virus, come lo spieghi?
ADC: Hai un antivirus installato?
Amica: No, ma cosa c'entra...prima non li avevo...
ADC: Frase pensata: (Prima non avevi neanche il pc...ed era meglio).

- Il monitor
Dicembre, tre anni fa circa.Sabato mattina.
Ero in giro con un amico in un centro commerciale e ricevo una chiamata sul cellulare da un numero che non avevo in memoria.
'Ciao sono XYZ, (XYZ = amico alla lontanissima che non sentivo da milioni di anni), ho un problema col pc e so che tu usi il computer...potresti venire a casa mia a vedere cos'ha?
ADC: Ehm...adesso? Sono in giro...
XYZ: Si dai, è 'urgente' (strano....) non mi si accende il pc.
ADC: Che problema ha?
XYZ: Boh, lo schermo rimane tutto nero...
ADC: Controlla che tutti i cavi di alimentazione siano collegati.Il PC si accende? E Il monitor?
XYZ: Il pc sembra partire ma il monitor rimane sempre spento.
ADC: Probabilmente il monitor è rotto...
XYZ: Ma ieri funzionava (frase tipica).
Dai vieni a controllare...
ADC: E va beh, arrivo.(Passo da casa e prendo il mio monitor funzionante).
XYZ: Vedi, rimane nero, non si accende, eppure ieri funzionava...
ADC: (ARGHHHH) Beh di solito succede così...quando le cose si rompono, prima funzionano...(Collego il mio monitor e tutto funziona).
Vedi, il tuo monitor è rotto.
XYZ: Caspita...eppure ieri andava...
ADC: (Pietàààààà!!!!) Forse però mi sbaglio io...magari ieri sera è entrato un ladro in casa tua e ha rubato il tubo catodico del tuo monitor. Hai sentito dei rumori strani ieri?
XYZ: Non mi pare...ma poi c'è l'allarme...Allora dev'essere rotto...
ADC: FORSE...

- L'amico dell' esperto
Qualche anno fa.
Amico: 'Kino vieni che non mi funziona il pc. Non riesce a 'vedere' il nuovo hard disk che ho installato'.
ADC: Vado dall'amico e noto che ha installato un disco nuovissimo moooolto capiente su un pc mooolto vecchio che non supportava un disco di quella dimensione.
Lo spiego all'amico ma lo vedo perplesso.
Amico: Sei sicuro? Prima ho chiamato un mio amico che è un esperto e mi ha detto che forse è la scheda video...
ADC: Beh mi pare giusto...la scheda video è rimasta quella di prima, hai cambiato il disco e ora il pc non va...cosa potrà aver causato problemi...vediamo usando la logica direi...forse il tuo pc è allergico alla polvere. Hai provato a dargli una
pulita? Ma poi se hai un amico esperto perchè non hai fatto venire lui? Per curiosità, che lavoro fa il tuo amico?
Amico: Il camionista. Comunque, dai, non scherzare, il mio amico mi hai detto così...lui di solito se ne intende.
ADC: A quel punto mi metto a ridere...(Non ho niente contro i camionisti;sicuramente qualcuno è anche più esperto di me col pc...solo che mi pareva una cosa divertente)... Scommetto che se al tuo amico si ferma la machina e non parte più, lui prova a cambiare gli specchietti, giusto?
Amico: Allora dici che è il disco?
ADC: Aggiorno il BIOS, il pc parte, sono tentato dal rubargli la scheda video ma resisto.

- Presto che è tardi!
Mesi fa, nove di sera.
Vado a casa di un amico per configurargli il joypad con alcuni giochi.
Amico: ho provato a configurare il joystick per questo gioco ma non funziona. Non si può usare.
ADC: Ora controllo. Faccio partire il gioco ed entro nel menu di configurazione dei controlli.
Amico: Ci ho già provato ma non funziona. Dai lascia stare, fa niente, non si può usare. Spegni il pc
ADC: Ma come...cosa mi hai chiamato a fare allora? Continuo a configurare. Per errore non salvo la configurazione e all'avvio del gioco il joypad ovviamente non funziona.
Amico: Vedi, non funziona, te l'ho detto. Dai spegni.
ADC: E lasciame lavorà! Ho solo dimenticato di salvare la configurazione. Riprendo a configurare
Amico: Ma no, l'ho già fatto io e non funziona. Ma no, poi fai così, seleziona lì, clicca qui. Non va...spegni.
ADC: Oooooohhhhhhh. Stai buono un minuto che te lo sistemo. Salvo la configurazione, faccio partire il gioco e il joypad funziona. Fisso l'amico senza parlare per farlo sentire un pirla.
Amico: Ah...bravo...ma come hai fatto? Io facevo la stessa cosa e non funzionava...
ADC: Si vede che gli stai antipatico. Pare che il pc, come gli animali 'senta' il male nelle persone.

-Il lavoro da cinque minuti
L'estate scorsa
Mi chiama un'amico che ha un'amica con problemi al pc.Amico: 'La mia amica dice che forse ha un virus...e poi dice che il computer è lento.
ADC: Mi dispiace...le sono vicino in questo momento difficile.
Amico: Chiede se domani sera dopo cena (!!!!) puoi andare a casa sua a dargli un'occhiata. Dovrebbe essere un problema veloce...roba da cinque minuti.
La sera dopo alle 9 di sera mi accompagna da questa amica e mi mostra il pc.
Amica: 'Vedi, da un po' di tempo è diventato lento, e poi forse ho un virus'.
ADC: Tu o il pc? Scherzo, fammi controllare. Il Pc è piuttosto vecchio, del tipo che parte a manovella come le vecchie auto.
A volte la manovella non è sufficiente e ha dovuto collegare dei cavi tra il pc ed una cyclette e deve pedalare per tre minuti a 27 km/h per farlo accendere.
ADC: Beh lento è lento...ma è mai stato veloce? Scherzo. La lentezza è dovuta al fatto che hai installato un sistema operativo troppo 'pesante' per questo pc, oltre al fatto che hai installato circa 70 software che partono all'avvio e restano
in meoria che, tra l'altro, è insufficiente. Aggiungiamo che il disco è al limite e quindi lo swapping la fa da padrone, che il processore è fuori produzione dal lontano '86... Facciamo così, se mi dai 50 euro lo porto io alla discarica.
Amica: Ma a me serve solo per scrivere lettere ecc...
ADC: Ok, allora vediamo...disinstalliamo questo software inutile, questi altri sette che fanno la stessa cosa e questi altri 25 che non hai mai usato. Mi dicevi anche che hai un virus?
Amica: Si, credo...
ADC: Che antivirus usi?
Amica: Nessuno. Mi collego ad internet ed ho paura di aver beccato qualcosa, sai apro tutti gli allegati delle mail che mi mandano e mi hanno detto che è pericoloso.
ADC: Ah ok. allora si tratta solo di capire QUANTI virus hai.
Installo un antivirus che inizia a frullare trovando virus, dialer, trojan, spyware (per questo il pc sarà soprannominato 'la casa del virus'). La scansione termina 3 ore dopo rilevando circa 190 virus battendo ogni record e meritando una citazione
nel libro dei Guinness.A mezzanotte riesco a tornare a casa...

Ad un mio amico è andata ancora peggio.Chiamato da un parente a formattare il pc e installare di nuovo tutti i programmi è dovuto restare a dormire dal parente e
ricominciare la mattina dopo.

-Il figlio installatore
Vari casi.
Capita spesso che andando in casa di persone con figli, quando mi spiegano il problema che hanno col pc, la colpa ricada sui figli. In particolare il figlio maschio, causa di ogni problema.
Se la posta non funziona e colpa del figlio che ha installato qualcosa...
- 'Kino, il monitor si è rotto...sarà stato mio figlio che ha installato qualche programma'
- Ha preso fuoco la sedia...sarà stato mio figlio..ieri scaricava qualcosa da internet...
- Mia mamma ha preso il raffreddore, sarà stato mio figlio...con tutti sti virus...
Il più delle volte cerco di trattenere le risate...povero figlio installatore...

Per ora non mi viene in mente nient'altro anche se sicuramente ci sono decine di altri casi.Come sempre vi invito a lasciare un commento.Alla prossima.
Kino